Il nome “buildòpia” deriva dalla fusione del verbo inglese “build” (costruire) con il sostantivo greco “utopia” (meta ideale, non-luogo). Esprime una visione, un progetto, un modello, un atteggiamento che tende a costruire ciò che nella mente dell’architetto o del visionario è solo immateriale.

Il suo lavoro è realizzare, ma non si realizza mai pienamente perché è sempre in divenire, trova sempre nuove idee e ideali da costruire e ricostruire, interpretare, ottimizzare. Trova sempre cose che è bene migliorare, sempre possibilità da esplorare, sempre combinazioni da sperimentare. È un manifesto in sé.

“Mettere assieme imprese, servizi e persone, anche apparentemente “lontane” tra loro, può generare nuove idee, nuovi stimoli e nuovi spunti capaci di far nascere quel qualcosa che crea la differenza”.

– Andrea Florian